LOTO ARMONICO | MUSICOTERAPIA E DEMENZA - TRA NEUROSCIENZA ED ESPERIENZA
In questo scritto propongo i riscontri positivi della Musicoterapia da me condotta con due gruppi di persone affette da Demenza in una casa di Riposo, alla luce di alcune ricerche che analizzano diversi aspetti dell'associazione tra musica e anziani.
Marzia Da Rold, Loto Armonico, Musicoterapia, Demenza, Anziani, Casa di Riposo, Ricerche Neuroscienza, Efficacia
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MUSICOTERAPIA E DEMENZA – TRA NEUROSCIENZA ED ESPERIENZA

MUSICOTERAPIA E DEMENZA – TRA NEUROSCIENZA ED ESPERIENZA

 

In questo scritto propongo i riscontri positivi della Musicoterapia da me condotta con due gruppi di persone affette da Demenza in una casa di Riposo, alla luce di alcune ricerche che analizzano diversi aspetti dell’associazione tra musica e anziani.
La Ricerca
Il declino cognitivo si verifica in ogni persona con l’avanzare dell’età, ma in alcuni più che in altri. Gli studi con i bambini, gli adulti e musicisti professionisti suggeriscono che fare musica possa essere associato con un miglior funzionalità cognitiva. Tuttavia negli adulti più anziani questa associazione è stata meno investigata, ma è stata comunque oggetto di studio.
Al Longitudinal Aging Study Amsterdam è stata eseguita un’analisi per testare l’associazione tra il fare musica e il funzionamento cognitivo e il tempo speso per la produzione di musica e le attività cognitive
Fare musica è risultato in modo significativo positivamente associato con la lettura fluente, l’apprendimento, la memoria a breve termine e l’attenzione. L’analisi ha mostrato un punteggio maggiore per i partecipanti che suonavano uno strumento rispetto a quelli che non facevano musica, per quanto riguarda l’apprendimento, la memoria di lavoro e la velocità di elaborazione. Fare musica almeno una volta ogni due settimane e specialmente suonare uno strumento, è associato con migliori attenzione, memoria episodica e funzioni esecutive. I risultati suggeriscono che fare musica potrebbe rappresentare un potenziale fattore di protezione per il decadimento cognitivo.
E’ stato inoltre condotto un altro studio inerente la QUALITA’ DELLA VITA della persona anziana, ed è stato dimostrato che la produzione di musica orientata al ritmo (RMM) migliora la salute fisica, psicologica e sociale. Lo scopo di questo studio è stato quello di indagare gli effetti della RMM sulla qualità della vita, sull’umore depresso, sulla qualità del sonno e l’isolamento sociale negli anziani.
L’indagine ha preso come campione un gruppo di anziani di età superiore ai 74 anni.
Per quanto riguarda nello specifico i pazienti con Demenza, è emerso uno studio specifico in cui i Ricercatori, prendendo in considerazione come l’insorgere e la progressione della demenza possano disturbare il senso di sé, hanno proposto la musica come strumento ideale per alleviare questo sintomo. Gli Autori hanno delineato un quadro teorico che spiega la relazione fra la musica e il sé nelle persone affette da demenza. Ciò che propongono è che la musica abbia un certo numero di “caratteristiche di progettazione” che la rendono in grado di coinvolgere molteplici aspetti del sé. I Ricercatori suggeriscono che ognuna di queste caratteristiche interagisca con differenti aspetti del sé a vari livelli, promuovendo il benessere generale. Gli Autori descrivono due casi studio nei quali la musica è stata uno stimolo ideale per “riportare la gente a se stessa”, ed evidenzia come la musica, data la sua capacità di coinvolgere tutti gli aspetti del sé simultaneamente, possa determinare un senso di sé generalmente migliorato.
L'Esperienza
La mia esperienza (di cui ho già brevemente tracciato un quadro in questo articolo) ha seguito due gruppi di anziani ospiti di una Casa di Riposo con diverso grado di Demenza. Ciascun gruppo era composto da 6 persone, per un totale di un ciclo di 10 sessioni di Musicoterapia per ogni gruppo coinvolto.
Traccio brevemente i contorni dei i miei interventi per meglio evidenziarne gli effetti.
CONTENUTI DELLE SESSIONI:
  • Canto e ricordo dei canti;
  • Ascolto, Percezione, Contatto con il Suono e la Vibrazione;
  • Esperienze ritmiche;
  • Interazioni sonoro musicali ed espressione di sè;
I RISCONTRI
Durante le sessioni:
– Sono emersi ricordi, risveglio di ricordi, pensieri, percezioni, sensazioni;
– E’ aumentata l’interazione tra i componenti del gruppo;
– E’ aumentata la sincronizzazione per entrambi i gruppi con diversi stadi di demenza;
– E’ migliorata la vocalità, è aumentato il tono della voce nel canto, la partecipazione corale;
– Si è sviluppata una maggiore armonia tra i partecipanti;
Al termine delle sessioni:
– Il gruppo ha mantenuto alto il tono dell’umore per tutta la giornata ed oltre;
– Il gruppo ha continuato a desiderare di cantare e a trovare nuove occasioni di sperimentare l’esperienza musicale;
Nei giorni successivi:
– Alcuni membri del gruppo hanno continuato a cercarsi nel corso delle giornate e a passare sempre più tempo assieme;
– Si è riscontrato un nuovo senso di familiarità con un beneficio duraturo a livello comportamentale e di umore;
Diminuisce significativamente  il comportamento di wondering;
Si attenua il senso di irrequietezza che accompagna il malato di demenza;
Come sempre mi auguro che lo specifico dell’esperienza in Musicoterapia, i risultati ottenuti, le valutazioni e i benefici continui verificati, possano sempre più essere di stimolo per comprendere presto e a tutti gli effetti questa disciplina come effetiva parte integrante del sistema socio sanitario.
Marzia Da Rold
Per informazioni ed approfondimenti scrivetemi a marzia@lotoarmonico.it o chiamatemi al 3314827177
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