SUONARE: UNA SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE!

SUONARE: UNA SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE!

Mi piace davvero tanto poter raccontare le esperienze che vivo attraverso il mio lavoro, perchè portano alla luce la bellezza della Musica, la sua trasversalità, il suo essere così intensamente legata alla vita di tutti noi, e perchè sono testimone di tutto ciò che è possibile realizzare, dei tanti benefici che può portare.

E così in questo scritto desidero raccontare di Alessio e di come ha iniziato a suonare il pianoforte, di come la musica lo sta aiutando a sviluppare la coordinazione di movimenti sottili come quelli delle mani, controllandoli e  sviluppando la sensorialità sottile,  il tutto con un grande piacere e soddisfazione!

Alessio ha 13 anni ed una sospetta sindrome di Angelmann, che gli comporta un ritardo psicomotorio oltre a impedirgli di parlare con un linguaggio articolato e fluente. Viene in musicoterapia da molto tempo, e questo lo ha sempre aiutato ad esprimere e regolare le proprie emozioni, comunicare, ascoltarsi, aprirsi, e lo ha stimolato molto anche a livello di attenzione e memoria, con una progressiva evoluzione verso il FARE MUSICA.

Ragazzino molto aperto e dal carattere deciso, ha trovato una prima importante via verso la musica nel canto, sia in semplici canzoni che nella percezione della sua personale vibrazione vocale. Attraverso un lavoro di ascolto approfondito, attualmente riesce a riprodurre suoni ad altezza determinata, ad eseguire arpeggi accompagnato dal pianoforte, o, quando ce n’è stata l’occasione, dal violoncello.

Tutto questo ha cominciato ad essere familiare e si è accostato al pianoforte, anche se la sua difficoltà ad articolare le dita, a fare dei movimenti sottili, creava alcune fatiche nella produzione dei suoni. Nascevano comunque delle musiche estemporanee, per poi essere gradualmente guidato a percepire i singoli suoni, a ricercarne un contatto personale e a dialogare con essi, creando condivisione nelle musiche che si generavano.

La spinta a suonare le singole note, a sforzarsi di aiutare le proprie dita a muoversi nonostante la fatica oggettiva, è data a lui da una forte motivazione e da una volontà ferrea. Si comincia prima a SENTIRE: il proprio corpo che muove le dita, la sensazione che questo produce, il tocco sui tasti del pianoforte ed il suono che ne esce.

Un tasto e poi un altro, lentamente, e poi le dita si muovono senza aiuto alcuno, si alzano e si abbassano una alla volta, pian piano, con piccoli giochi. E’ importante ASCOLTARE e GUARDARE mentre si continua a SENTIRE: se ascolto i suoni che escono dalla tastiera mentre li suono, capisco che è il movimento giusto che posso continuare a ripetere, ma posso muovere le dita solo se guardo ciò che sto facendo, se porto attenzione a quanto accade. Una mano, poi l’altra mano. I suoni che escono quando i tasti sono premuti distintamente sono diversi da prima, sono più puliti, i suoni sono certamente più belli…è GRATIFICANTE, e questo spinge a continuare. C’è l’EMOZIONE di aver fatto qualcosa di importante, difficile, non scontato, di essere riusciti a suonare.

Volta per volta si acquisisce sicurezza, il processo si rinforza attraverso la memorizzazione fisica e mentale e la bellezza di quanto sta accadendo; aumenta l’attenzione ed i tempi dedicati a questa azione. Pian piano si esplorano un po’ di più le note, tutte le dita cominciano a muoversi, ancora con qualche chiara difficoltà, ma siamo in cammino.

La stimolazione è continua, e coinvolge molti aspetti e molte funzioni. Solo considerando gli elementi che ho preso in considerazione sopra, emergono diverse aree coinvolte nell’esperienza, tutte reciprocamente connesse:

  • sensorialità
  • movimento – coordinazione
  • vista
  • udito
  • attenzione
  • memorizzazione
  • motivazione
  • gratificazione
  • emozione

Considerato questo, suonare non è solo suonare, ma mette in atto un network di collegamenti e di processi continuamente in movimento e crescita. E come piace sottilineare a me, è il contatto profondo con la vibrazione l’elemento che muove, l’ascolto di ciò che accade, consapevole o meno, il rendersi conto in qualche modo che qualcosa di essenziale viene mosso all’interno e dà il via ad un processo. Il sentire che è possibile.

…e il percorso continua, unito alle esperienze con la voce, con il ritmo, con i dialoghi, di cui scriverò certamente. Grazie ad Alessio che crede in se stesso, grazie alla sua famiglia che crede in lui e alla musica.

Marzia Da Rold

per informazioni: 331.4827177 – marzia@www.lotoarmonico.it

 

 

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