LA MUSICA TOCCA E MANIFESTA

LA MUSICA TOCCA E MANIFESTA

Rifletto spesso sulla bellezza della mia scelta professionale, e comprendo ogni giorno di più quanto la Musica raggiunga l’essenza di ogni persona, in qualsiasi condizione psicofisica o situazione esistenziale essa si trovi. Allo stesso tempo mi si aprono continuamente domande, perchè gli importanti benefici che ho visto realizzarsi, i suoi effetti terapeutici, non si possono soltanto ridurre ad una indagine scientifica a più livelli su dove, come e perchè la Musica agisca nell’uomo. Indagini peraltro indispensabili, fondamentali, che in questi ultimi anni stanno pian piano riconoscendo a questa disciplina la dignità che merita. Ma proprio perchè la Musica è un’Arte, totalizzante ed universale, proprio perchè esplora l’umano ed i suoi vissuti, credo che conservi in se stessa quel mistero che è il mistero stesso dell’Anima dell’Uomo.

In Musicoterapia si vivono spesso esperienze di contatto con la propria musica interna, come se il suono chiamasse ciascuno per nome per rivelare noi a noi stessi e per andare oltre noi stessi.

Sia che lo riceviamo, sia che lo produciamo nella voce, nel ritmo, nel suono di uno strumento, la Musica entra in risonanza con l’essere umano in vibrazione che racconta la propria storia. Il suono bussa alla nostra porta e tocca, muove. E’ un’esperienza uditiva ma anche tattile, e nel con-tatto il corpo vibra, convibra, sente, e ciò che viene toccato entra nell’intimità, nella dimensione profonda dell’essere. Il corpo sente e ciò che viene sentito si libera mettendosi in movimento…Così anche le emozioni possono rivelarsi ad ogni passo proprio perchè emozione (ex movere) significa muovere fuori, un movimento che dall’interno porta all’esterno. E un’emozione la si può svelare, inespressa, nel linguaggio non verbale dei suoni, dove la musica è un’esplorazione continua, ricca di timbri diversi, combinazioni di note, assembramenti ritmici, vibrazioni, che portano alla luce ciò che vibra dentro.

Il suono è respiro, è battito, è la nostra stessa direzione interiore che aspetta di essere manifestata. Ascolto il suono, ascolto il mio corpo, ascolto cosa si genera attraverso mio corpo e che porta oltre…Perchè la bellezza trasformativa del suono è la sua trascendenza, il suo essere profondamente incarnato nella nostra natura,  riconosciuto e riconoscibile, ma che allo stesso tempo apre ad altri spazi, silenzi, movimenti che ci mettono in un’altra frequenza ed ampliano la nostra possibilità di risonanza.

Molto spesso mi accade di osservare quanto un corpo irrigidito possa sciogliere le proprie tensioni e rilassare, aprire, muovere, quanto la persona si percepisca vibrante e vitale e riesca a liberarsi nello spazio attraverso la musica. Molto spesso vedo nascere un suono vocale, una musica da una voce che non si riusciva ad esprimere, e sento che il quel luogo ha preso vita una percezione, una sensazione che prima non c’era e che ha trovato l’occasione per rendersi manifesta. Molto spesso vedo acquietarsi pensieri, emozioni, i più vari stati umorali verso una calma centrata e concentrata, e mi rendo conto che ogni esperienza sonora non è mai neutra ma entra in ciascuno, viene quasi assorbita, e nel gioco delle risonanze trasforma in modo unico, seguendo percorsi oggettivamente comuni, che riguardano da un lato le leggi del suono e della musica, dall’altro il funzionamento complesso del nostro organismo.

Anche nella conoscenza di tutte le possibili connessioni neurologiche che si generano dagli stimoli musicali, credo che l’esperienza unica di sentire se stessi come corpo vivo, vibrante, strumento che suona, possa in se stessa far nascere altre possibilità, generare nuovi stimoli positivi e creativi che danno luce al nostro essere persone ed alle nostre infinite potenzialità.

Credo infine che la ricerca ultima dell’uomo verso la propria completezza trovi nella Musica un mezzo di elezione e realizzazione, che soddisfa la propria corporeità, il proprio essere qui ed ora, che dà risposte alle esigenze più svariate dell’essere; ma che al contempo ci porta oltre i nostri confini, ci mette in comunione gli uni con gli altri e dà spazio all’Anima.

Marzia da Rold

(Foto: Maria Vittoria Dal Pont)

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