IL DIALOGO DELLA S: LA MAGIA DI UN’IMPROVVISAZIONE

IL DIALOGO DELLA S: LA MAGIA DI UN’IMPROVVISAZIONE

Nel mio cervello c’erano già le note, e io le ho suonate al pianoforte

Da una sessione in Musicoterapia, una splendida improvvisazione tra Pianoforte e Violoncello. Quando la Musica rappresenta l’oltre che ci abita: semplicemente la Musica è e si manifesta.

 

Oggi voglio raccontare di una bellissima esperienza nata e cresciuta nel mio studio: un percorso di Musica in Musicoterapia iniziato tempo fa e culminato con l’improvvisazione di cui desidero trasmettere oggi i tratti più significativi e le emozioni, assieme ad alcune piccole considerazioni sulla Musica, insieme arte e terapeuta.

Racconto di Luca, un ragazzo con sindrome di Down con un grande desiderio di mettersi in gioco e di imparare; ma racconto anche di un incontro che ha dato vita a questa possibilità: la presenza in studio di Lorenzo Bianchetti con il suo Violoncello, la sua sensibilità sottile, il suo entusiasmo.

Abbiamo fatto insieme un percorso cognitivo e sensoriale che ha portato Luca a suonare il pianoforte e a cantare con consapevolezza ed ascolto. In questo percorso, Luca ha cominciato a SENTIRE il suono dentro di sè, a riconoscerlo nonostante le sue iniziali difficoltà oggettive. Ha un’escursione vocale notevole, riesce a giocare con i suoni nella testa e nella pancia, fare dei giochi di arpeggi e di intervalli più disparati.

Con la presenza in studio di Lorenzo, è stato possibile il passaggio dal suonare individuale al fare musica assieme. Ne sono nati pian piano duetti tra pianoforte e violoncello, attraverso un semplice Greensleeves ed un brano più moderno, Calm. Fare musica assieme non è scontato. Bisogna uscire dalla propria individualità ed entrare nei processi dell’altro, che non solo sono fatti dal seguire correttamente le note ed il tempo in uno spartito, ma attivano modalità ulteriori nell’ascolto: è una sincronia fatta di percezione l’uno nell’altro per formare un tutt’uno coerente ed armonico.

Poi, quel giorno, l’idea di uscire dallo spartito, di farsi guidare dalla Musica, assieme. IMPROVVISARE! Ma come si fa a suonare una musica che non si conosce, che non è scritta da qualche parte? Come si fa a mettere insieme senza alcuna indicazione le note del pianoforte con quelle del violoncello, così diverse, così lontane, così lunghe? Il gioco è stato fatto, quasi per sfida, per andare oltre le solite modalità razionali del “giusto e sbagliato”, per aiutare il cervello ad essere creativo ed intuitivo, diventare più abile e plastico.

Improvvisare assieme implica un contatto profondo: seguire le note vibranti ed intense dello strumento, entrare nel tempo dell’altro, mettersi nella condizione di uscire da se stessi per dare vita ad un processo condiviso, risuonare con l’altro. Farsi guidare dalla vibrazione stessa, esplorare le note, il loro colore, seguire il suono, sentirlo come elemento guida che orienta in se stesso l’atto del suonare.. C’è di unico la connessione che si crea tra due persone che suonano, che esce dagli schemi razionali, anche se li implica, perchè è come se ciò che è stato appreso nella pratica potesse liberarsi, diventare un mezzo per esplorare, dar vita a qualcosa di nuovo mai scritto, mai rappresentato.

Luca è stato capace di fare modulazioni appropriate, richiami, giochi tra strumenti, intrecci, incroci, cadenze e molto altro. Lorenzo ha saputo accogliere, raccogliere, guidare e lasciarsi guidare, facilitando il processo di creazione ed espressione.

Ne è uscita una musica bellissima che Luca ha chiamato IL DIALOGO DELLA S. “Perchè Dialogo è quello che suoni, S quello che il suono trasmette”.

Ecco qui la traccia dell’mprovvisazione, così com’è senza alcuna rielaborazione:

 

Ma tutte le condizioni descritte sopra sono universalmente valide e non riguardano solo Luca e la Sindrome di Down. Quello che apre il cuore è la capacità della musica di trascendere, perchè la Musica rappresenta l’oltre che ci abita, mette in luce il potenziale di ciascuno, stimola globalmente e mette insieme la capacità di capire, memorizzare e di creare allo stesso tempo; incrementa la capacità di ascolto, ma non solo l’ascolto oggettivo dei suoni, anche la capacità di ascoltarsi e di ascoltare dentro…

Semplicemente la musica è e si manifesta! Come dice Luca: “Nel mio cervello c’erano già le note e io le ho suonate al pianoforte

Grazie a Lorenzo, che mi ha affiancato nei mesi scorsi in studio,  e a Luca per averci fatto vivere questa esperienza.

Marzia Da Rold

Per informazioni: Marzia Da Rold 331.4827177 – marzia@www.lotoarmonico.it

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