…CON IL SUONO “SI DIMENTICANO I BRUTTI PENSIERI”

…CON IL SUONO “SI DIMENTICANO I BRUTTI PENSIERI”

Un gruppo di pazienti in una Comunità Psichiatrica, un setting di Musicoterapia.

Incontro queste persone da diverso tempo. Insieme abbiamo tracciato un percorso fatto di suoni, relazioni, contatti, ascolto, respiro, espressione. Ora siamo arrivati insieme ad un punto in cui abbiamo deciso di creare una situazione di SILENZIO. Perchè? Perchè, semplicemente, abbiamo osservato, io e l’educatore, che questa possibilità offre al gruppo l’occasione di un cambiamento: con il suono possiamo raggiungere uno stato di quiete, in modo autonomo promuove la concentrazione, l’attenzione condivisa, lo stare insieme. Toglie l’urgenza, costante ed impellente. Sembra che i pensieri i calmino.

Stabiliamo uno spazio di ascolto che pone l’attenzione rivolta a se stessi nel respiro e nel contatto con il corpo. Il radicamento in se stessi aiuta a sentire la propria presenza qui ed ora, a non fuggire. Il suono, la musica che attraversa questo momento è fatta di note lunghe, anche di suoni armonici. A volte dalla voce, che pian piano diventa corale nelle voci del gruppo, orientata, guidata.

Poi, nella stessa presenza e nella stessa condivisione, ciascuno ha la possibilità di scelta di suoni e strumenti, di individuare una musica e proporla, di vivere l’esperienza dell’interazione.

Ognuno rispetta i turni dell’altro, il proprio spazio e l’altrui spazio, il proprio tempo e il tempo dell’altro. Qualcosa sì, sa ancora di meccanicismo, ma quello che stupisce è l’ASCOLTO, questo sconosciuto. Pare che solitamente ci sia sempre l’urgenza di sovrapporre le cose, di un fare che si anticipa, dell’ansia che impedisce di star fermi e di tutta una serie di problematiche tipiche di queste patologie.

E quindi si può parlare di una qualche forma di Silenzio Interiore? Senza essere troppo mistici (e non è il caso), si può dire che accade che la Musica ed il suono creino un contenitore privilegiato dove semplicemente si sta, si è…in un tempo che si dilata, in uno spazio che respira. Si riesce a ricevere, si riesce a dare, si riesce a dialogare, a parlare attraverso suoni, ritmi, movimenti. E nulla più…

E per concludere trascrivo qui alcuni brevissimi feedback dei partecipanti a questo gruppo:

Il silenzio nel suono rende percepibile la sostanza del suono stesso

Le cose che si fanno qui fanno stare bene la psiche: si dimenticano i brutti pensieri

Rende lucide le parti del corpo, la testa soprattutto, le ossa interne, e si sente una forma di benessere

Si crea una sensazione di scudo che protegge, di involucro che avvolge

Non è solo il suono che si produce suonando, ma anche il movimento del corpo che si fa suonando

..ed attraverso il movimento che si produce suonando scorrono via anche i pensieri

Mi sono sentita sollevata

…e non solo sollievo ma un grande e totale rilassamento

Cosa ne pensate?

Marzia Da Rold

 

Per informazioni: Marzia Da Rold – 331.4827177 – marzia@www.lotoarmonico.it

 

 

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